Le favole di Esopo nello sviluppo psicologico dei bambini

Le favole di Esopo nello sviluppo psicologico dei bambini

Le favole, come le fiabe, svolgono un ruolo significativo nel favorire lo sviluppo psicologico dei bambini.

Il momento del racconto di una storia rafforza il rapporto tra genitori e figli, è uno spazio che accoglie ansie, dubbi, paure e speranze, in cui ci si può raccontare e creare quel legame importantissimo basato sul dialogo e sulla fiducia.

Il racconto di una favola prima di dormire può diventare un rituale che aiuta il bambino nel delicato passaggio dalla veglia al sonno. È un momento molto particolare della giornata, in cui la maggior parte dei bambini sperimenta la paura dell’abbandono e quella del distacco dai genitori. Di fronte a queste difficoltà, la favola potrebbe rappresentare un chiaro messaggio d’amore e di conforto: “sono qui con te, io ci sono”.

La favola è un racconto breve che ci permette di arrivare a un principio di verità o a un insegnamento morale, che aiuta lo sviluppo psicologico del bambino. Le sue origini si perdono nei meandri di un tempo assai remoto. Essa si presenta nelle tradizioni culturali di tutti i popoli, come manifestazione anonima di una saggezza collettiva. 

Le sue radici affondano nell’esperienza delle classi subalterne, di cui riproduce la disincantata considerazione delle asperità del vivere e dell’insensatezza umana e la rassegnazione di fronte alle ingiustizie della società. Dissimula la propria carica polemica travestendo metaforicamente i suoi protagonisti nelle figure del mondo animale, secondo un’elementare struttura analogica che corrisponde alle esigenze di immediatezza ed evidenza dei suoi contenuti e dei sui obiettivi.

Le favole di Esopo per lo sviluppo psicologico del bambino

È con Esopo, vissuto nella Grecia del VI secolo a.C., che la favola acquista una forma e una dignità letteraria.

La struttura delle favole di Esopo è di estrema semplicità. Essa consiste nella narrazione fulminea di un episodio o di un detto, i cui principali protagonisti sono gli animali. Questi risultano caratterizzati secondo una tipologia tradizionale ed elementare che, ad ognuno di essi, assegna stabilmente un atteggiamento costante. Così la volpe è astuta, il lupo è avido, la scimmia fraudolenta….  Accanto a loro compaiono gli umili personaggi umani del lavoro quotidiano: artigiani, contadini, pescatori, pastori, marinai. 

I protagonisti si contrappongono secondo uno schema rigido che determina un vincitore e uno sconfitto sulla base di un’osservazione a volte arguta, a volte amara dei moti istintivi dell’umanità e degli atteggiamenti delle diverse condizioni sociali. 

Nei brevissimi racconti prevale una sorta di filosofia del senso comune che rispecchia i bisogni elementari dell’esistenza. Ma in questi minuscoli quadri scorre una grazia semplice e fresca che trae alimento da una partecipazione autentica ai casi dell’uomo e alla vita della natura.

Le favole, attribuite all'autore greco, sono circa 358. Molte di queste sono diventate un bagaglio culturale condiviso. 

Hanno avuto una enorme influenza nella cultura occidentale e sono tuttora attualissime e popolarissime. Molte di queste favole sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna il ruolo di proverbio, pensiamo ad esempio a  “La volpe e l’uva” o “Al lupo! Al lupo!”

Ecco perché si possono, e devono, raccontare le favole ai bambini. Il carattere educativo delle favole di Esopo  

Le favole di Esopo trattano di espedienti pratici. Hanno principalmente un carattere educativo, ogni favola possiede alla fine un motto di spirito o una morale, atta ad educare ai valori della vita, a comportarsi nella maniera corretta e a rifuggire il pericolo e le cattive azioni.

Non avendo trame complesse come le fiabe ed essendo generalmente testi brevi e con un intreccio semplice, possono essere raccontate ai bambini piccoli, già a partire dai 4 anni. 

Generalmente i bambini si identificano facilmente nei personaggi delle favole di Esopo che sono prevalentemente animali parlanti, con una caratteristica e un carattere ben definiti e approcci alla vita ben riconoscibili e delineati. 

Ogni personaggio animale rappresenta il simbolo di una qualità o di un difetto umano. 

In questo modo la favola illustra, con la sua trama, le regole che dovrebbero guidare o che guidano il comportamento degli esseri umani.

In queste favole si parla di inganno, verità, apparenza, stoltezza, astuzia,  avidità tutti stati interni ed emozionali che i bambini, anche i più piccoli iniziano a sperimentare, conoscono e riconoscono in se stessi e negli altri.

Ecco quali sono le favole di Esopo da raccontare ai bambini, per aiutare il loro sviluppo psicologico

Sono davvero tante le favole di Esopo che si possono raccontare ai nostri bambini. Esistono in commercio diversi libri ed edizioni con belle illustrazioni, adatti anche ai più piccoli. 

Le più famose sono quelle con gli animali che hanno una caratteristica ben definita: come la volpe astuta e orgogliosa, la formica lavoratrice, il topolino che, seppur piccolino, riesce a districarsi bene nelle situazioni più difficili.

Eccone alcune.

La volpe e l’uva

C’era una volta una volpe molto furba e altrettanto famelica; la sua fama era tale che tutti gli animali erano fuggiti dal bosco in cui abitava, per paura di finire divorati. Alla fine, la volpe si era trovata senza più nulla da mettere sotto i denti. L’animale, spinto dalla fame, aveva abbandonato il bosco e fu così che si ritrovò in un vigneto.
Dai tralci di vite penzolavano dei grossi grappoli d’uva: gli acini erano dolci e succosi e avevano un aspetto delizioso. Così, la volpe, si sollevò sulle zampe posteriori per afferrare qualche grappolo; tuttavia, non era alta a sufficienza e non riusciva nemmeno a sfiorare gli acini. Dopo qualche tentativo, la volpe prese la rincorsa e cercò di raggiungere l’uva saltando: anche questa volta, però, non riuscì.
Poiché tutt’intorno a lei si stava radunando una folla di animali curiosi, la volpe, per non fare brutta figura, se ne andò col petto gonfio, esclamando ad alta voce: “Quest’uva è ancora acerba”.

Morale: Spesso, le persone denigrano ciò che non riescono ad avere. Come la volpe, anche alcuni uomini, quando non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze e non si interrogano sui propri limiti.

La gallina dalle uova d’oro

Un contadino comprò una gallina che faceva ogni giorno un uovo d’oro. Dopo le prime uova, l’uomo pensò che l’animale avesse la pancia piena d’oro e si disse “Perché aspettare? Ammazzerò questa gallina, le aprirò la pancia e in un sol colpo diventerò ricchissimo”.

E così fece. Purtroppo, però, il contadino scoprì che la pancia di quella gallina era tale quale a quella delle altre, e dell’oro non v’era traccia; così, insieme alla gallina, perse anche le uova d’oro che faceva ogni giorno e diventò povero.

Morale: Nella vita bisogna accontentarsi di ciò che si ha. L’avidità gioca brutti scherzi!

Al lupo, al lupo!

In un villaggio viveva un pastorello che, ogni giorno, portava le pecore a pascolare. Poiché si annoiava molto, decise di fare uno scherzo agli abitanti del villaggio.
«Al lupo, al lupo!» cominciò a gridare. I contadini del villaggio accorsero con forconi e randelli, ma una volta nel prato non videro nessuno.

Il pastorello, rideva a crepapelle: «Era uno scherzo, e ci siete cascati tutti!»
Il giorno dopo ripeté lo scherzo: i contadini arrivarono di corsa al prato ma si accorsero che si trattava di un altro scherzo del pastorello, che si era preso gioco di loro per la seconda volta.

Un giorno, all’improvviso, arrivò un intero branco di lupi. Il pastorello cominciò a gridare: «Al lupo, al lupo!»
I contadini, però, pensarono che si trattasse del solito scherzo e rimasero al loro posto. Così, i lupi fecero strage di pecore e agnelli senza che nessuno li disturbasse.

Morale: È sempre meglio dire la verità perché a furia di mentire sempre nessuno crede poi ai bugiardi, neppure quando dicono la verità!

Il leone e il topo

C’era una volta un topo che si era arrampicato sulla schiena del leone per mostrare agli altri animali della foresta che anche lui era coraggioso. Ma il leone si svegliò bruscamente e afferrò il topolino per la coda.
«Come osi mancare di rispetto al re della foresta? Morirai per questo affronto.»
«Ti prego» lo supplicò il topo «risparmiami la vita. In cambio, sarò per sempre tuo amico e un giorno sarò io ad aiutare te.»
Il leone non credette alle sue parole, ma lo lasciò andare.
Qualche tempo dopo i cacciatori catturarono il leone con una rete. Gli altri animali della avevano troppa paura dei cacciatori per aiutare il loro re ma il topolino, passando accanto a lui, decise di fare qualcosa.
Il topo aspettò la notte, poi si arrampicò sulla rete e cominciò a rosicchiare le corde, finché il leone non fu liberato. Poi saltò sulla schiena del re della foresta e scapparono insieme.
«Quando mi hai detto che un giorno mi avresti aiutato, non ti ho creduto, ma sbagliavo. Il tuo coraggio non ha niente da invidiare al mio e la tua amicizia è preziosa.»
Da quel giorno, il topo divenne il migliore amico del leone.

Morale: Anche i più piccoli possono essere di grande aiuto. Tutti gli amici, anche i più piccini, sono preziosi!

La lepre e la tartaruga

La lepre un giorno si vantava con gli altri animali: “Nessuno può battermi in velocità”, diceva, “Sfido chiunque a correre come me”.
La tartaruga, con la sua solita calma, disse: “Accetto la sfida”.
“Questa è buona!”, esclamò la lepre e scoppiò a ridere.
“Non vantarti prima di aver vinto”, replicò la tartaruga. “ Vuoi fare questa gara?”.

Così fu stabilito un percorso e dato il via. 

La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò, e per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino. 

La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro, e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara.

La tartaruga sorridendo disse: "Non serve correre, bisogna partire in tempo."

Morale: La lepre e la tartaruga è una favola che ci da due importanti insegnamenti: il primo è che non bisogna mai sottovalutare gli altri avendo la presunzione di essere migliori, il secondo è che con calma e pazienza si possono raggiungere molti traguardi. 

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