Ansia da CoronaVirus e aspetti psicologici. Come gestire Covid19

Ansia da CoronaVirus e aspetti psicologici. Come gestire Covid19

È normale che lo stato d'ansia generato dalle notizie sul corona virus diffuse ogni giorno, si faccia sempre più intenso in adulti e bambini. Per tutti è una situazione nuova, sconosciuta e in continua evoluzione. Gli avvenimenti di questi ultimi giorni stanno accrescendo in ognuno di noi la consapevolezza che siamo di fronte ad una situazione seria e importante che riguarda tutti, direttamente e indirettamente, e che ha delle ripercussioni nella vita quotidiana e in quella psicologica e fantasmatica. 

Infatti al mio studio accade che:

Gabriele, 17 anni, entra con le mani in tasca. Dal videocitofono osservo che apre il portone spingendolo con il braccio evitando di toccarlo con le mani, segue scrupolosamente i consigli sulle norme igieniche per il CoronaVirus indicate dal Ministero della Salute.

Roberto, 11 anni, sembra frastornato, fa molte domande specialmente ai genitori. Per lui all’apparenza nulla è cambiato da quando è scoppiata l'emergenza CoronaVirus, se non la chiusura delle scuole e del centro sportivo dove svolge la sua attività.

Antonio, 6 anni, invece tace ma sta molto attento a quanto viene detto sul virus Covid19. Anche lui  è felice per la chiusura delle scuole. A causa del CoronaVirus e del giusto allarme generato, con qualche mamma c’è esitazione nello stringerci la mano al momento di salutarci, con qualcun’altra non lo facciamo, altre addirittura mi baciano.

L'ansia da CoronaVirus. In questi ultimi giorni il virus Covid19 sta attraversando la vita di tutti noi con più prepotenza, rispetto a quando si è manifestato qualche mese fa

Il corona virus Covid19 sembra obbligarci a fare i conti con l’impossibilità di controllare tutto, nonostante l’onnipotente tecnologia odierna. Ci obbliga a fare i conti con la vulnerabilità dell’essere umano e con noi stessi, ci invita a guardarci dentro, ci mette alla prova rispetto alla gestione di una situazione di emergenza, nuova e sconosciuta, come la diffusione di qualcosa che c’è ma non si vede.

L’epidemia da corona virus, la ricerca dei sintomi, la malattia, la percezione di un nemico invisibile e potenzialmente pericoloso sono tutte cose che alimentano il nostro stato di paura.

Sappiamo che la paura è un’emozione utile, selezionata nel corso dell’evoluzione della specie per permettere agli uomini di prevenire i pericoli ed è quindi funzionale a evitarli. La paura, però, funziona bene se è proporzionata ai rischi, quando questo non avviene può trasformarsi in panico. Il coronavirus è un fenomeno sconosciuto, nuovo e raro, che non dipende dalle nostre esperienze e come tale genera più paura. Così può accadere che per alcuni di noi, che in questo momento non hanno sufficienti risorse interiori per adattarsi a questa nuova e incerta situazione stressante, la paura diventi eccessiva rispetto agli effettivi rischi e si trasformi in panico.

Il modo in cui reagiamo ad un evento stressante e traumatico è soggettivo e dipende dal nostro vissuto psicologico, è legato alle emozioni e paure che l’evento stressante suscita in ognuno di noi. I consigli della psicologa infantile.

In questi giorni il Consiglio Nazionale degli Psicologi e le associazioni che si occupano di Traumi ed Emergenze, tra cui l’EMDR in Italia, hanno messo a disposizione dei cittadini alcuni suggerimenti per affrontare l’ansia da Coronavirus.

Un atteggiamento psicologico valido può aiutare non solo chi lo attua ma anche gli altri, innescando un circuito virtuoso e aumentando il “quoziente di resilienza” dei singoli, della famiglia e della comunità.

 

I consigli della psicologa infantile per contenere l’ansia da Covid19

Per i genitori e gli adulti:

  • È bene affidarsi soltanto  ai dati e alle comunicazioni diffuse dalle autorità pubbliche e alle indicazioni di cautela e prevenzione in essa contenute:

-  Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

- Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

  • Scegliere soltanto un paio di momenti al giorno per informarsi; evitare di tenere continuamente accesi radio e televisione che trasmettono informazioni sul tema. Informarsi in modo eccessivo accresce infatti l’ansia e sollecita vissuti di allerta e panico. Nei momenti di emergenza in cui la paura e l‘irrazionale inevitabilmente rischiano di prendere il sopravvento, bisogna prendersi cura di sé e non mettersi in condizione di esporsi a informazioni non adeguate e non qualificate, incorrendo in false notizie non basate su dati oggettivi.
  • Seguire i consigli sulle norme di igiene indicate dal Ministero della Salute.
  • Non modificare eccessivamente la routine quotidiana, continuare il proprio lavoro e le proprie attività laddove possibile.
  • Prendersi cura della propria persona, riposare a sufficienza e mangiare in modo sano e regolare.
  • L’attività fisica e le passeggiate all’aria aperta sono importantissime, in quanto aiutano a scaricare le tensioni e favoriscono un migliore riposo notturno.
  • Parlare e passare del tempo con la famiglia e gli amici, confrontandosi.
  • Fare attività che aiutino a rilassarsi: dedicare particolare attenzione alle informazioni da dare alle categorie più fragili: bambini, anziani, persone con disabilità.
  • In caso di eccessiva ansia, è importante rivolgersi al proprio medico di base perché possa valutare l’eventuale consultazione di uno specialista. Allo stesso modo se notate eccessive manifestazioni di paura e di ansia nei vostri bambini (per esempio variazioni importanti nel comportamento o reazioni psicosomatiche), potrebbe essere di aiuto rivolgersi ad uno psicologo o ad una psicologa infantile che possa supportarvi in questa particolare situazione stressante.

E i bambini? Come possiamo sostenerli in questo momento? Potrebbero risentire di questa situazione di allarme generata dal corona virus?

I bambini sono molto più attenti di quanto si possa immaginare. Sono in grado di leggere le nostre emozioni e sono molto sensibili al nostro comportamento non verbale.

In questo caso particolare, molti di loro da giorni sentono parlare di virus, epidemie, pandemie.

A scuola, prima della chiusura, le maestre hanno spiegato loro le norme igieniche da seguire suggerite dal Ministero della Salute per contenere l’epidemia. Rispetto al flusso di notizie che arrivano e a cui sono esposti anche i più piccini, c’è il rischio che siano travolti dalla paura e non riescano a indirizzare la loro attenzione sulle notizie veramente importanti per loro, anche per contribuire a prevenire la diffusione e il contagio del virus.

Per sostenere le famiglie e i genitori, i pediatri di famiglia hanno realizzato un poster rivolto direttamente a loro. Si tratta di un fumetto con alcune regole sui corretti stili di vita e di igiene da seguire, per ridurre il rischio di contrarre il coronavirus. Vediamo quali sono le regole utili per affrontare l'emergenza.

Di fronte alla situazione di allarme da Coronavirus è importante:

  • Parlare con i bambini, dare loro delle informazioni chiare e vere, filtrate in base all’età e con un linguaggio adeguato, in modo che possano essere comprese. Far finta di nulla e non parlare con loro anche delle nostre preoccupazioni rischia di non proteggerli ma di spaventarli ancora di più.
  • Dare ascolto alle loro domande, anche se ripetitive, insistenti e contraddittorie.
  • Accogliere le loro paure e i loro timori per aiutarli a contenerli.
  • Con i bambini più grandi potrebbe essere utile condividere la ricerca di notizie sul web o in TV, spiegando loro che ci sono tanti adulti che si stanno occupando di gestire al meglio questa situazione.
  • Per quanto possibile, bisogna permettere anche a loro di proseguire nelle loro routine settimanali anche attraverso attività da fare a casa.
  • È importante dare messaggi congruenti, evitando con loro comportamenti allarmistici (come ad esempio fare grandi scorte alimentari, acquistare tanti disinfettanti…).

Le giuste regole per gestire l'ansia da corona virus con i bambini più piccoli

Con i bambini più piccoli questa situazione può essere spiegata attraverso disegni o il racconto di una storiella, come quella proposta alla piccola Chiara, 4 anni, dalla mamma e da me durante una seduta di psicoterapia:

Covid19, per gli amici Coronavirus, è talmente piccolo che noi non riusciamo a vederlo, ci vogliono delle lenti speciali che solo i dottori e gli scienziati hanno. Di lui sappiamo ancora poco. Viene da un paese lontanissimo, dopo aver attraversato oceani e montagne correndo velocemente da una persona all’altra. É un parente di altri Virus che già conosciamo perché vivono qui ormai da anni, infatti i dottori hanno già trovato un modo per renderli inoffensivi.

Forse alcuni li conosci anche tu, sono quelli che ci portano tutti quei fastidi del periodo invernale; tosse, raffreddore, febbre.

Covid19 però è più astuto e più veloce, ama passare da una persona all’altra per questo hanno chiuso le scuole e i cinema e i teatri. Ma ha anche un punto debole: è uno zozzone, preferisce annidarsi nelle goccioline che produciamo quando tossiamo e starnutiamo, per questo è importante in questi momenti coprirsi bene la bocca e il naso e bisogna lavarsi bene le mani. 

Gli scienziati di tutto il mondo stanno facendo ogni cosa per cacciarlo via. Per farlo però hanno bisogno dell’aiuto di tutti, compreso quello dei bambini. Tutti insieme possiamo impedire a Covid19 di saltare da una persona all’altra rispettando delle piccole regole igieniche...”.

Chiara appare risollevata da questo racconto ma ad un certo punto si incupisce e chiede: "E Toby? Come possiamo proteggerlo?".

"Puoi stare tranquilla, puoi giocarci e coccolarlo come sempre: A Covid19 non piacciono i nostri animali domestici!!"

I bambini devono poter continuare a fare le cose da bambini: giocare, parlare di cose divertenti, fare i compiti e imparare cose nuove. Stare con mamma e papà e con altri adulti di riferimento senza che vedano volti spaventati e allarmati.

Un atteggiamento psicologico adeguato può aiutare non solo chi lo attua ma anche tutti gli altri, innescando un circolo virtuoso e aumentando il “quoziente di resilienza” dei singoli, della famiglia e della comunità.

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